sergiobelluz

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Italo Calvino, letteratura versus la televisione.

"Ogni sera la televisione e la lettura sono in concorrenza nella mia vita. Provo una specie di sollievo se non c’è niente alla televisione che io sia tentato di vedere. Posso allora leggere collo spirito tranquillo. I film o i servizi d’attualità, li guardo spesso, ma non mi posso impedire di considerarli come tempo rubato alla lettura.

 

Appartengo alla civiltà del libro e non posso reagire in un altro modo. Se l’esperienza in concorrenza col libro fosse la vita, i viaggi, il conoscere gente, forse non la concepirei come opposta. Ma tra la televisione e il libro, c’è proprio opposizione visto che si tratta di due prodotti culturali. E senza stabilire nessuna gerarchia, devo ammettere che il libro è il mio modo d’espressione, il mio mestiere, mentre la televisione mi pare piuttosto una distrazione o un sorso d’informazione complementatario.

 

(...) Ho incominciato a pubblicare dal 1947, con Il sentiero dei nidi di ragno e devo essere giunto appena i quindici libri, a volte cortissimi. Quando penso a Balzac o ad altri scrittori del suo tempo, la mia produzione mi pare derisoria.

 

(...) Io, non sono mai sicuro di ciò che scrivo, lavoro e rilavoro fino al momento in cui sono stufo. Se non mi fermassi per pubblicare, diventerei pazzo dall’incertezza. Il mio metodo di pensamento è il dubbio sistematico. Ma, ad un certo punto, bisogna decidere di non dubitare più, se no è la follia."

 

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14/05/2015
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